Il piano del Mise per l’Industria 4.0

Il Ministero dello Sviluppo Economico in questi giorni sta definendo in via conclusiva il documento sull’Industria 4.0:  "Industry 4.0, la via italiana per la competitività del manifatturiero”. “Come fare della trasformazione digitale dell’industria una opportunità per la crescita e l’occupazione".

Per rilanciare l'economia dell'Italia è necessario intervenire sul comparto industriale e fare leva sulle numerose opportunità che la tradizione di eccellenza del made in italy manifatturiero offre.

L’Industry 4.0 rappresenta infatti un’opportunità concreta per il riposizionamento competitivo dell’Italia.

A questo proposito il ministero ha identificato 8 principali aree di interventomirate a rilanciare gli investimenti industriali con particolare attenzione a quelli in Ricerca & Sviluppo, favorire la creazione di reti d’impresa; spingere la collaborazione fra startup ed imprese industriali; diffondere le competenze per Industry 4.0 ed assicurare adeguate infrastrutture di rete.

Affinché l’innovazione sia patrimonio del paese, serve l’impegno parallelo di governo, istituzioni e imprese: da un lato un’adeguata politica industriale e dall’altro la volontà di fare rete.

Come scrive Aldo Bonomi sulle pagine de Il Sole 24 Ore, in Italia dobbiamo rendere intelligenti le reti di imprese: “i singoli imprenditori dovrebbero rinunciare alla tentazione di digitalizzare le fabbriche, ognuno a modo suo, e piuttosto impegnarsi nel digitalizzare le reti d’impresa, le filiere e l’intera supply chain”.

Solo così possiamo vincere la sfida e tornare a competere nell’economia mondiale.

Noi aggiungiamo un terzo attore, protagonista in questa sfida, che è l’Università, realtà strategica per sopperire alla mancanza di competenze e favorire la crescita economica e occupazionale del paese.

Infatti da anni ormai in Citynet collaboriamo strettamente con le Università, in particolare con le Università delle Marche e ci impegniamo in prima linea per sostenere progetti in questa direzione. 

EIMtech è un esempio tra tutti.

Nato circa un anno fa dalla collaborazione tra l’Università Politecnica delle Marche (in particolare il Gruppo di Costruzione di Macchine del DIISM - Dip.to di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche), Arburg (azienda leader mondiale nella costruzione di presse a iniezione) e altri Partners, il progetto risponde all’esigenza dell’industria italiana della plastica (in particolare delle aziende del Centro Italia) di colmare il gap tecnico evidenziato con il resto d’Europa e si fonda sulla convinzione che l’Università possa essere un supporto fondamentale

In un anno di attività sono stati organizzati diversi corsi di formazione (di base e avanzati) coinvolgendo 600 persone e  le Aziende più importanti del settore stampaggio plastica del Centro Italia.